P r i n c έ s s P h o έ n i x V 3.0 | Holy Lily Oracle
Wild flower in starlit heaven
Still enchanted in flight
Obsessions lament to freedom
A timeless word, the meanings changed
But I'm still burning in your flames,
Incessant, lustral masquerade,
Unengaged, dim lit love didn't taste the same
And I still wonder if you ever
wonder the same
And I still wonder...»
Questa è la Regola del Giglio.
| Il ContaViaVai |
In *loading* hanno sbirciato l'Oracolo.
| P r i n c e s s e . . .? |

Irene. Enedore. Calliope. Aifel.
diciannove anni e principio della sindrome di peter-pan.
«Un piccolo fiore dallo stelo poco resistente e poco appariscente. ma con un mondo custodito tra i suoi petali»
29 agosto e figlia del freddo.
Sociopatica, acida, a tratti maschilista, solitaria, affettuosa.
Cinefila. Librofila e Artemaniaca.
She love paint bird and write fairy tales
E' viaggio, l'irrequietezza dei cavalli
Il fuoco di Beltane, l'acqua di ottobre.
La terra di Nessuno
Vergine ascendente Scorpione.
« Connubio perfetto tra un vestito Gothic, un racconto Dark, un cd metal e tutta una serie di gioielli etnici»
Theinomane, Caffeinomane, reverendo della Legge di Murphy.
Possiede molti Ego diversi e colorati. Se parli con uno non puoi esser certo che l'altro ti ascolti
Ironica e Sarcastica. Fetish e Chiffon.
Un suo amico crede sia la reincarnazione moderna della Woolf.
Principessa giglio o strega cattiva?
| A m O |
Dormire a lungo. Svegliarsi col sole. Figaro e la sua coda mazza-frusta.
I Corvi. Il Lago Maggiore e quello Verde. Le chiacchere tra confidenti. Le candele profumate.
Il silenzio. I boschi incontaminati. L'Arte. Il gotico internazionale e il Manierismo.
Il canto, cantare. La musica. Gli innumerevoli, pazzi, amici maschi.
Le poche e care amicizie femminili. Essere sorpresa piacevolmente. I viaggi in macchina.
I segreti. L'abbraccio di un'antica Madre. Fotografare, fotografia, foto.
I tramonti casuali. Le albe ricercate. Le notti spavalde di stelle.
Irlanda, Cliffs of Moher. I Cavalli

| D e T e S t O |
La sveglia il mattino. Le unghie mangiucchiate. L'Ansia
La Noia e la malattia. La tristezza
Una madre ansiosa. Le attese. Il vuoto del pittore
Perdere i treni. Perdere memoria di luoghi e accadimenti
Il tempo

| Indicibili Soprannomi. . . |
Android Girl, Testina, Amorino, Ene, Pipistrello, Mignon, Nanerottola, Koala,
Angiolè - Sorellì, Fiore di Luna, Fiore, Puffo Malefico, Zucchina mia, TesaUro, Airene, Irén, Callio', Princ, e un tempo fui anche Confy.
| M e m o r i e |
26 - 1 - 08 ti chiamerò fratell
anima dormiente
blackbird
broken circle
c erano una volta la dark e la i
carillon carillon
checkmate
chi mi guarda ride
childhood in minor
city in the city - gothic story
codice morse
codice morse secondo tempo
come abbruttirsi leggasi morire
dall`aereopporto
day by day
delirio criptico
di ritorno l indomabile
disconnected words
enedore e la telefonia mobile
feu du nord
fine di un ciclo l inizio di un
fiori negli occhi dei bambini
flash girl
flick flack girl
good travel girl
i fiumi di pamplona
il post della vittoria
il sole dietro la pioggia
il volo delle minchiate
killing the latest substance
la buona annata
la dark e la indie
le piccole cose
les soleils la lune la corneille
like a gothic girl
ma laulan suust ja südamest
make a revolution
musica - niente di chè
my ground
notte inutile
notte prima della scuola
ore 108
orizzonti appannati di corallo
our story
piume e lingue di fuoco
pulizia di natale - fine
pulizie di natale
raduno 5 luglio 2008
sands of time
scintilla sul chaos - capodanno
sconclusionati
sour soul in a pretty winter
suffering - the eyes
terra di fate occhi di lupo
terre dell eire / raduno luglio
test - by ele
test tutto di te / news
test quanto mi conoscete
test test
the battle of kerak
the beautiful one
the duel
the last waltz
the stream of thoughts
the whole day
ti dono le spalle
unspoilt
voglio tempo per risolvere
volo
we are lost in the wind
wilderness
29807
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Dedicata ai ricordi, all'acqua del Lago.
| Parole d'Oracolo |
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ColcyChe in Raduno 5 luglio 2008
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mithsiweiel in Raduno 5 luglio 2008
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Firenze aprile 06: raduno lottiano
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Torino 06 - compleanno 18 anni
Tra Santi e Demoni: Lirica e Rock
| P h o e n i x |

Regalino editato da Brì con amore <3
photo by: Alfio
Make-up by:Melissa
Edit by: Brì
You are Form 0, Phoenix: The Eternal.
"And The Phoenix's cycle had reached
zenith, so he consumed himself in fire. He
emerged from his own ashes, to be forever
immortal."
Some examples of the Phoenix Form are Quetzalcoatl
(Aztec), Shiva (Indian), and Ra-Atum
(Egyptian).
The Phoenix is associated with the concept of life,
the number 0, and the element of fire.
His sign is the eclipsed sun.
As a member of Form 0, you are a determined
individual. You tend to keep your sense of
optomism, even through tough times and have a
positive outlook on most situations. You have
a way of looking at going through life as a
journey that you can constantly learn from.
Phoenixes are the best friends to have because
they cheer people up easily.
Which Mythological Form Are You?
brought to you by Quizilla
| CURRENT MOON moon info |
| W i s h L i s t |
- Biennale 8-9 novembre 07.
- Piangere davanti alla Pietà di Michelangelo almeno una volta.
- Combattere il trauma sull'inglese post-Usedom.
- Canon 350/400 EOS reflex
- Uscire Uscire Uscire
- Soldi Soldi Soldi
- Prendere la Patente, e non avere più paura delle macchine
- L'Irlanda (con Ale magari !), l'Inghilterra, la Normandia, a Carcassonne, La Croix De Beriacc
- Moni. Remake.
- Avere un Solo nell'Ave Maria degli Estoni.[Me lo hanno dato! Gaudio! sono un soprano medio (15 nov 06)]
- Il Cavallo.
- Dublino con Ale a fine giugno inizio luglio
- La Flying V. Il patto tra me e il Corvo [l'ultimo legame?]
- Concerto Sagra di San michele giugno '08. Il successo.
- Estonia 2009.
- Andare a Tarifa con Danièl
- Camminare al fianco. Ovunque siamo

| Cazzatem Varie |
| Il Criceto del Cervello Onnipresente |
| adopt your own virtual pet! |
| Crediti & Co. |
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Per qualsiasi cosa potete contattarmi:
morgana_luna@libero.it
Un grazie a me stessa
che nonostante tutto non mi sono fatta sotterrare dallo sconforto, creando un nuovo spazio mio. A coloro che mi hanno sostenuto in questo e mi hanno donato delle parole molto importanti per me.
Thanks to -Anathema- for the song "Angelica" In -Lily's Rule- of this blog. E a chi me la dedicò parecchio tempo fà. . .
Thanks to Christina G. Rossetti. Una delle mie poetesse preferite, da cui ho preso un verso di una poesia, per rendere più mio questo spazio.


Grafica e Codice di †AleXiS†
Hosting by †Splinder†
Finito ora di studiare Parini e Alfieri (hoibò, mi manca un decennio alla sua morte, ma credo che lo acquiserò domani qualche ora prima dei centocinquanta minuti di letteratura). Ed ho cominciato alle 21, sono geniale -e speriamo mi vada bene-
Comunque non sto scrivendo per dire quanto sono brava a liquidare letteratura, ma perchè è stato stranamente piacevole.
Studiare con il sottofondo dei Pink Floyd con i loro suoni cupamente scuri e morbidi, odorare di menta piperita, le dita sporche di inchiostro a causa della mia mancinità lesa, e quella calma che ogni tanto il lampeggiare di msn ti porta.
Parlare con Danièl, Il Corvo che mi ricorda molte cose di me che ogni tanto ignoro, ricevere un esplicito invito a pranzo per domani pomeriggio da Massimo.
A volte non ci si rende cose delle piccole perle che ogni tanto questa strana vita ci concede. E per questo ho voluto imprimere nelle parole, questo piccolo frammento serale. Questa piccola perla che qualcuno chiama vita comune, altri piccolezze, ma che io chiamo brillanti. Perchè queste sono le piccole cose che colorano in qualche modo la nostra vita. Nel bene e nel male.
Quelle cose che ogni tanto mi fanno sentire meno sconfortata.
Buffo no?
So, so you think you can tell
Heaven from Hell?
blue skies from pain?
Can you tell a green field
from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you trade
your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war
for a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears,
wish you were here.
E' bello pensare, che questa canzone riascoltata per caso, ricordi una dedica di quasi tre anni fà.
E' un bellissimo ricordo, trovi? Infondo, siamo fatti anche di ricordi.
E che bei ricordi*
Good Night
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 21:49
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In: le piccole cose
smoke smoke smoke.
Ricordo bettole fumose e scure, blues grass accompagnato da dorate scintille di birra. Gli Antagonisti seduti al solito tavolo di legno nell'angolo più intimo dello Shakespeare.
Noire. Tutto in nero. Pensieri in nero, vestiti in nero. Smoke. Noi legati dai bicchieri shakerati.
Sono i ricordi di fumo, che ogni tanto risalgono alla gola in arabeschi disegni.
smoke smoke smoke.
****
Oggi sono malinconica. la pioggia su Torino spesso mi mette di quest'umore e comincio a ricordare tante cose che bene o male mi mancano. Però sta bene così.
Sono contenta di aver passato un bel pomeriggio assieme all'avvocater e Roby ammaliate dai racconti assurdi che ci propinava AldoH. Sono contenta dell'uscita con Dave la sera di sabato dove è impossibile per noi restare in silenzio più di cinque minuti, riuscendo a toccare almeno ottanta discorsi diversi nell'arco di poche ore. Il piacere di parlare, condividere e confrontarsi.
Poi si fà mattino, e con il ritorno del sole c'è il Corvo.
Gli ho potuto finalmente dare il mio regalo di compleanno -in ritardo di venti giorni, ma se non fosse così penso che non sarei io, questa-. E sono felice di dire d'averci azzeccato. Infondo gli ho regalato la "nostra storia" ed è un po' strano farlo. Sopratutto ricordando quando andai a ritirarlo con Alfio che sfogliandolo indica Shelly e mi guarda sbalordito "Ene, questa sei tu, non c'è davvero altro da dire" e sorrido, per qualche scherzo del destino.
La nostra storia.
Poi centro, poi camminare e parlare di progetti, di consigli, di pensieri.
Di un delitto compiuto alla stazione di cui abbiamo riso per mezz'ora.
Più semplice di così...non potrei viverlo.
****
7 . . .
****
Black Wind, Fire and Steel dei Manowar è un pezzo di una tamarria indescribile. Ma è fantastico. Diciamo che potrei ben adottarla come colonna sonora dei prossimi giorni :P
Mentre mi sembra doveroso dire che ho nuovamente cambiato colonna sonora del Blog. Visto che sono giorni in cui sto facendo un revival del mio repertorio di musica dark - e sia ben chiaro. DARK non cazzatelle spacciate come tali- ho messo su Dead Souls dei Joy Division di uno dei loro album miei preferiti, Still. Il minimalismo rock-punk-dark wave è qualcosa che non è mai più stato ripreso dopo gli anni '80. Un vero peccato.
Percui, se non vi piace potete chiudere le casse, se vi piace acculturatevi, che questo è un pezzo di storia :P
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 23:47
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In: our story
Avete presente quella netta sensazione di angoscia quando vedete il vostro castello di carta sapientemente innalzato verso il cielo, venir spazzato via da una forza esteriore a voi, lacerandovi dentro e mostrandovi in realtà che la vostra costruzione non era una cosa solida e invincibile, ma bensì solo una specie di illusione ben costruita, un sapere assolutamente precario, colmo di lacune e di fragilità che comunemente noi chiamavamo le nostre fondamentali basi ?
Io credo di averla provata oggi per la prima volta in tutta la mia vita.
*
La GAM è identica a dieci anni fà: stessa struttura rigida e grigia, stessi colombi che mangiucchiano le briciole delle scolaresche con le loro merendine delle nove e mezza, stessi volti che camminano attaccati a cellulari con vistosi passi frettolosi e stesse stanze ospitanti, con la sola differenza del cambio nome delle mostre mobili. '800 e '900 son sempre lì sotto gli occhi di tutti invece.
Quest'anno ci siamo lanciati in Collage Collages, dal cubismo al dadaismo insieme alla Guida dal nome Luca scritto sul cartellino, che ci ha letteralmente gettati in un turbinio di idee, parole, concetti.
E' stato orribile quanto strabiliante.
Nelle sue parole ho volutamente colto una sfida. Abituata ad analizzare opere d'arte di tutti i tempi, dal più remoto al più recente non mi sono preoccupata che dopo quell'ora e venti minuti circa la mia vita e concezione di arte sarebbe totalmente stravolta in maniera radicale e immediata.
Abbiamo iniziato con un confronto serrato e sudato tra Picasso e Severini in cui il procedimento "c.s.i." è stato ampiamente messo all'opera sotto le estenuanti riflessioni a cui ci ha sottoposto, storicamente, artisticamente e tecnicamente.
E non avevo minimamente idea che questo sarebbe stato l'inizio.
Proseghiamo con Otto Dix, con i metafisici e Carrà, Motherwell e Rotella con i manifesti strappati incollati uno sull'altro, il nudo femminile rivisitato, gli scenari artistico-politico in fuochi storici da panico
Fino a spogliarsi, sudando freddo davanti a Mirror di Baj. E lì, specchiandomi letteralmente nei disegni ancestrali e pseudo-figurativi composti da specchio rotto mi sono vista.Piccola, Ingenua, Candida bambina dalla pelle chiara, i boccoli biondi e quell'eccentricità scomparsa, mutata in un pallore tra lo spavento e la sorpresa.
E' stato orribile quanto strabiliante.
Avere quella mia solita apparenza algida e solida, ma sentire dentro il cuore pulsare e tremare secondo un'emozione di inquietudine che mi stava crescendo dentro.
Una mostra di arte moderna non è cosa semplice. Volendo potremmo passeggiare e guardarla in cinque minuti ma questo non varrebbe assolutamente nulla di quello che invece l'esposizione dei quadri, i quadri stessi vogliono dire.
Qui l'oggetto diventa Opera perchè dentro un Museo, perchè qualcuno gli dà quel valore, ed ecco che la realtà comune diventa arte, assotigliando il confine tra Arte e realtà, confondendosi.
Una mostra di arte moderna và analizzata, ci va speso del tempo prezioso. Bisogna avere la pazienza di mettersi a guardare un'opera andandola ad analizzare nel particolare senza farsi sfuggire o lasciare sottointeso assolutamente nulla. Nulla è lasciato alla casualità.
Per l'Arte ci vuole pazienza e osservazione.
Finchè non imparerete ad analizzarla seriamente, a donare quella che chiameremo "pazienza nella lettura di un'opera", non meriterete mai di esporre delle vostre opere al pubblico. E nessuno ci donerà la giusta attenzione.
Stralci di quelle sue parole davanti a noi, me specchiata in Mirror di Baj. Quell'opera che senza lo spettatore a specchiarsi si annulla di conseguenza. NON esiste.
La sensazione di essere stata appena mitragliata mi ha attraversato da capo a capo.
Anche quel mio stupido concetto di starobasareicapaceafarlaancheio è morto dopo pochissime e cordialissime parole.
Quel concetto è errato. Perchè tu im primis non hai dato a questa "roba", come usa chiamarla la gente, il significato che invece gli ha dato l'artista. Tu non ci hai pensato. Tu non l'hai trasformata.
TU.
BAM! Per quanto oggi questo concetto sia piuttosto sviluppabile invece per molti simil-artisti che pensano di poter replicare discorsi visti in ambiti assai più agressivi, non lo si può applicare a molte altre cose.
E dunque, in maniera così cristallina, L'Arte non è qualcosa per le masse, o almeno non sempre...
L'Arte è fatta per l'osservatore, che alle spalle ha un minimo di conoscenza della storia, e che un minimo sà come analizzare e mettere a nudo ciò che vede.
Detta così sembra facile. Ma credetemi non lo è per niente.
la Guida con Luca scritto sopra il cartellino smise la sua visita guidata davanti a Mirror di Baj, andandosene lasciando una ciurma di venti ragazzi davanti a quei quadri.
Davanti a Mirror di Baj mi sono vista morire nei frammenti ondulati e suadenti del vetro riflettente rotto e mi sono vista resuscitare sotto sembianze di un'animale marino pronto a saggiare l'ossigeno d'acqua.
*
Inutile dire, che sono andata incontro alla fatalità che ha modificato il corso del mio destino. Probabilmente se non avessi atteso un'ora e mezza fuori dalla GAM la classe a prendere freddo, se fossi stata più stanca del previsto dopo il concerto con Jovanotti ieri sera a Milano, se fossi stata ancora male probabilmente io non avrei mai incontrato questa fatalità e molte cose ora non sarebbero cambiate.
I miei stessi dipinti, una volta tornata a casa, sono risultati estremamente adolescenziali e ingenui. Ed ho capito che sono ancora la rappresentazioni di prova e maturazione di qualcosa che posso e sono certa di poter esprimere.
anche il progetto Entropia andrà incontro ad alcune modifiche lampanti, che seppur non mutino la base di fondo della rappresentazione, credo la renderà indubbiamente più matura.
*
Ieri sera dunque Milano. Dunque concerto con Jovanotti e cantabile e qualcos'altro.
Dunque Teatro dal Verme. Immenso e mostruosamente profondo.
Dunque tre ore di prove no-stop dopo un viaggio di quasi due ore e mezza per ritardo con le ragazze.
Dunque è non far tremare la voce, persistere quasi per stanchezza, cantare e essere felici
Dimenticare
Il male fisico, la stanchezza, i pensieri turbinanti e lasciarsi tutti indietro
Dunque è far casino fino all'ultimo come sempre, e fare una buona figura si
Dunque è avere sei foto con Jovanotti che mi viene sottobraccio con le ragazze
e con il coro quasi per intero. E fà un po' ridere la cosa, quando ti accorgi che
Noi, siamo davvero a due centimetri da Loro al di là.
Semplicemente loro hanno avuto la fortuna di arrivarci.
Dunque è viaggiare in pullman a mezzanotte e arrivare a torino alle due
Dunque è salutare Elisa sotto la pioggia e poi telare a casa
Mandare un paio di sms, e dormire fino al mattino dopo, la sveglia dopo.
Dunque è così e basta. E ci saranno le foto, a breve.
E non si può dire altro, descrivere l'emozione di un posto così, un coro così, una voce così.
Vien solo voglia, di perseverare ancora e ancora e ancora e ancora
ancora.
*
E a parte lo scazzo, voglio farcela. E in qualche modo ce la farò.
Insomma, sono pronta a prepararmi a otto giorni di nevrotismo assoluto e distruttivo
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 22:40
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In: killing the latest substance
E quando l'Ombra dilegua e se ne va, la Luce che si accende diventa Ombra per altra Luce. E così la vostra libertà, quando spezza le sue catene, diventa essa stessa catena di una più grande libertà.
[Kahlil Gibran]
****
Sette giorni sette reclusa a casa. Ho le unghie rovinate dal nervoso, dal male fisico, dall'attesa. Sospiro e mi dico le farò ricrescere e saranno più belle di prima.
Penso di aver passato la settimana invernale più brutta del '07. Mi mancava da mettere nelle statistiche dell'anno ammetto. Ancora adesso non posso affatto definirmi informa, ma perlomeno c'è una dignitosa reazione del mio corpo contro il dolore che lo attanaglia.
Parto diretta a dire che ancora non si sà nulla di certo, e che comunque non dovrebbe essere nulla di irreparabile. Anche se secondo la mia dottoressa c'è una correlazione tra loro e il colon. E' un pensiero inquietante, perchè ciò significherebbe avere delle complicanze nei miei progetti di vita.
Ma non fasciamoci la testa prima del dovuto. In questo momento è l'ultima cosa di cui avrei bisogno.
Ora ho solo un disperato bisogno di tornare alla normalità nevrotica di sempre, per prendere una boccata d'aria.
Anche se quel bigliettino della dottoressa dato a mia madre quando io stasera viaggiavo già verso il Conservatorio abbandonato sul tavolo e il numero di un medico del MARTINI* mi suona già come inquisizione.
Dunque, basta allarmismi precoci. Ne ho avuti già abbastanza devo dire.
Ringrazio tutti coloro che comunque mi sono stati vicini fino ad ora e che non smettono di farlo. Siete delle stelle del firmamento.
Mi sento abbastanza sicura da dire che non c'è da preoccuparsi. Se il problema c'è si risolve e amen.
anche se io patteggio per la sua evanescenza!
****
Hendel è stato splendido in tre ore di concerto al Conservatorio. Una buona consolazione per aver perso il tour Milanese con gli amici ( e DANIELEEE ç_ç) per Epica + Sonata Artica.
E' stata una piacevole serata, una nuova boccata d'aria e di normalità. Domani è una giornata relativamente tranquilla e dunque vado con il cuore piuttosto leggero.
Tuttavia, c'è frenesia nell'aria
Mercoledì ci sarà il fatidico concerto con Jovanotti al Teatro dal Verme a Milano, e l'idea di un grande palco, una grande platea e noi in centicinque scarsi con le luci addosso mi fà un po' rabbrividire. Non ho mai fatto concerti così importanti, e sicuramente fanno il loro effetto.
Prego gli Dei, e spero che sia solo una bella esperienza da ricordare con il sorriso. Comunque essa vada, senza pentimenti.
Venerdì lezione con Ari al piano di sopra. ha detto che l'ultima volta in cui ho provato mas vale trocar il mio timbro è divenuto appena appena appena più maturo, meno da ragazzina. Sorrido. E' un passetto, ma è pur sempre un gradino!
In più, ho da giocarmi ancora un'uscita con Massimo, un venerdì con Dave in moto, un caffè con l'avvocaterh.
Direi che sono degli ottimi presupposti per pensare di arrivare alla fine della settimana viva e vegeta.
****
Grigio maglione e volto alla finestra. Alfio al mio fianco con la sua digitale e chiacchere sottili, delicate, intime.
Parlare con una persona che ti conosce così bene ha il suo perchè. Penso di non avere altre parole per descrivere il sorriso del vecchio Alf, e quelle buffe foto che mi ha passato oggi, fatte poco tempo fà.
Grazie.
Io, voglio ricordarmi così.
stupida e naturale.

Aspetto ancora quell'Affligem Alf! sappilo me la sono legata al dito eh!
****
<3 Non vedo l'ora arrivi il tuo regalo.
****
Lo sai vero a cosa stavo pensando, Corvo?
****
* = ho un odio spregevole per quell'ospedale. Lì dentro ci sono i miei più brutti ricordi.
ps: ne approfitto per dire che ho fatto qualche little modifica ingiro.
La colonna sonora è presa spudoratamente dal gioco per cui ho perso la testa: Assassin's Creed. Sono ammattita per trovare questo pezzo, e sono fiera di me per esserci riuscita
pps: a breve anche nuovo template. Sia lode.
EDIT: 20-11 ore 18:55 pm
Che bello è stato tornare a scuola. E non è ironia la mia. Sono stata accolta da del vero calore e della vera disponibilità.
Senza contare che oggi ho avuto la schifosa soddisfazione di prendere ben due 9 in ed. fisica -e a quanto ho capito per ora sono i voti più alti- facendo i test di pallavolo dove ho tirato fuori tutto quello che ho accumulato in sette giorni di reclusione casalinga.
Non penso di aver mai tirato sberle più forti di queste andando in schiacciata in quel modo -e volevo pure continuare a farle!-
Comunque posso dire di essere fiera della mia furiaH a qualcosa dovrà pur servire no?
In compenso Danièl ora mi ha lanciato una sfida a beach-volley quest'estate. mHUAHUAHAHU quanto sarò crudele.
E per terminare. Esami ancora e ancora e dieta che mi farà divenire anoressica! sono stati bannati completamente gli zuccheri dal mio quotidiano. Nemmeno quel cucchiaino smilzo nel thè o nel caffè. Niente di niente di niente. E dunque niente dolci e robe pastose, sugose, burrose.
Al diavolo il colon! snif.
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 01:09
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In: unspoilt
Gli uomini sono grigi, cupi, pozzi profondi di notte.
E camminano con questi buchi di nero nella notte, tra alberi autunnali e foglie che cadono sapientemente a terra.
Ma ciò che attrae gli uomini con gli altri è la luce.
Quella luce che tra l'uno e l'altro si forma.
La Luce di ogni cosa.
Questa storia, è la storia del continuo di una storia, che qualcuno aveva scritto e mai finito.
****
quattro giorni di arte contemporanea sanno fare il loro colpo.
Ho amato venezia come la prima volta in cui ci andai, ben quattro anni fà.
L'ho amata, e mi ha come sempre donato molto.
La Biennale si è scoperta nella sua grandezza e diversità. Ho ammirato la poesia di Polke, pianto davanti alle foto struggenti di Basilico, adorato profondamente Filomeno, e i coniugi Kabarov assieme alla stragran maggioranza degli artisti presenti.
Poesia. L'Arte che parla e quell'odore di vernice e di pseudo-nuovo significativo che ti colpisce o ti lascia inerte.
Ho passato un sabato ad Artisstima girando per gli stand con ottimi critici (quali d.Rà e C.) a studiare Palladino, vecchi e nuovi artisti, spiluccare strani discorsi con i galleristi. Il mio ambiente. ciò che vorrei.
Poi le Paratissima, a salutare angelus -che tra l'altro conoscevo già- assieme a Massimo e amici vari.
Senza dimenticare la presenza del Corvo che seppur per breve tempo è stato qui, a parlarmi, a guardarmi, a prendermi ingiro e farmi gli scherzetti come suo solito.
My Home.
Ed ora....
...
Domani emocroma. Domani verità.
E prego che se debbano farlo, lo facciano e mi liberino da questo male.
Una volta per tutte.
****
edit: 14/11
esame fatto. Come sempre al c.d.c. trovo un dottore che mi succhia sangue e con cui parlo di un po' di tutto. Il prelievo sembra addirittura un momento di relax ormai. Domani i risultati. Non ho mai pregato così tanto come ora.
Se sarò come lui. Se tornerò come lui. Giuro...amici, conoscenti, familiari datemi uno schiaffo in faccia, e fatemi rinsavire vi prego.
Questa mattina, ho davvero capito molte cose.
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 21:11
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In: my ground
Blue Black Night. Un'altra di queste estranee notti in cui mi dedico a tutt'altro che ascoltare i pensieri della mente, lasciando che sia altro a parlare Una copia della quintessenza di qualche filosofo ellenistico di cui ammetto non ricordo il nome e Kidneythieves vibra violenta sui miei timpani come se danzasse danze tribali. C'è luce lontana e fioca, luce che spaurita illumina l'angolo opposto in cui ci sono dita che scrivono dita che scorrono dita che ripetono vomitando rigurdigiti di pensieri acidi e disordinati
Un'altra di queste strani notti, in cui sono tutto fuorchè un umano
Strange.
****
Samhain è passato da un pezzo. Mi spiace della solitudine per l'Onyrica ma del resto prove, birra, notte, quell'aria da capellaio matto e quel due di picche in evidenza, lacrime di eye-liner, gothic in indovena, notturna compagnia han reso piacevole il passaggio.
Il mattino è stato occupato da breve ma intenso ritualeggio della Festa. Quella Reale. Nessun augurio. Sola, quest'anno a bruciare il passato per accogliere un nuovo corso, un nuovo ruscello.
Contando d'aver inaugurato oltremodo bene il mio inizio anno con un mini-book fotografico alla paziente Milena, che mi ha donato una somma fiducia nel riporre la sua femminilità nelle mie mani. Luv her <3
La materia prima manca ancora, haimé. Ho usato la mia fedele ma poco professionale digitale della yashica, che comunque sia ha partorito delle discrete idee. Il Trucco, i vestiti, le location sono state partorie dalla mia pente particolarmente ispirate. In più ho potuto sfruttare diversi strumenti musicali senza problemi, e finire di lavorare senza che nessuno della famiglia interferisse fino alla fine.
Il risultato è un lavoro grezzo, primitivo, adolescenziale. Non ancora del tutto appagante, ma comunque soddisfacente nel suo piccolo.
Lavoro da autodidatta per ora, e dal momento che possiedo martiri su cui giocare pose e trucchi di luce, un minimo di conoscenza estetica -sia lode al mio lavoretto part-time di model/visàge che ha dato i suoi frutti- e location, credo sia doveroso dire why not? sfrutto i miei mezzi finchè non avrò modo di contemplare macchine, accessori e istruzioni più sofisticate.
E così mi capita di sognare quel corso di fotografia professionale a Milano. Non è detto che voglia fare esattamente quello, ma indubbiamente mette curiosità interesse, voglia di trovare o provare.
[ copyright_Irene Stornello_Model_Milena Arato]
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Venerdì siamo partiti. In ritardo diplomaticamente parlando.
Un'oretta di viaggio e abbiamo visto le montagne avvicinarsi a noi come giganti saggi antichi dal cuore caldo e la pelle gelida, cartapecorita. Il freddo si faceva giustamente più pesante e gentile, e vento gentile spirava a scompigliare i capelli.
Melezet ha aperto i cuori di una bambina di quattordici anni. Ricordare quei paesaggi, mi ha fatto venire nostalgia.
La casa St. Anna è graziosa, accogliente. Il Coro casinato, festaiolo come sempre.
Un letto diviso con Otta e Coco', il gnp di Dario dalla prima sera del ritiro-prove, Dido e Ivan stile cuochi di casa che si sono occupati di farci ingrassare come dei maiali da macello, Le stelle.
I pranzi all'aria aperta in lupetto di lana, il sole che tramonta sui miei occhi e quelli di Otta alle due e mezzo del pomeriggio, mentre guardiamo sdraiate e pacifiche le montagne che sovrastano e rendono surreale quel cambio di luce. Sofia Coco' Otta lungo il mio profilo a fumare sigarette.
Le Lunghe prove di canto, Le Carlate, Carlo dirigente, le parti in disordine, le sniffate tra me e Elisa, Le coccole di LucaSS, i calci tra me e i Tenori che mentre provavo il Solo della ninna nanna partenopea mi infilavano i legnetti nei pantaloni o cercavano di farmi il solletico sui fianchi -stefano quante mazzate!-
A sei tazze di cioccolata calda a causa di un raptus durato quindici minuti -e non aumentare nemmeno di un kg-, a otto ore di prove assieme ai Milanesi sconcertandoli con le folli idee a cui siamo solitamente sottoposti. A Lucass, che mi ha tenuto sempre tanta compagnia, pazientemente.
i giochi idioti maschi contro femmine a riconoscere le canzoni dei cartoni animati battendo sul jambè della barimbambita fino a sgolarsi come dei gabbiani, I balli sadici tra soprani e contralti, le chiacchere delle ragazze sul sesso ai tavoli dopo abbondanti porzioni di polenta concia e salsiccia.
Rimanere chiusi al freddo sparando minchiate a non finire in venti, fino alla risoluzione del problema, e qualche vetro rotto.
Al fuoco acceso in piena notte, When jesus weep, sometimes i feel like a motherless child, hear my prayer, sagastipean, arrizt anderrean, se chanto accennate guardando le fiamme scoppiettare nei ceppi troppo grossi e umidi. Alle danze ambigue e ridacchiose.
Alla sveglia di domenica e comprendere che tre giorni di prove in mezzo ai monti stanno giungendo a termine, che un po' ti spiace, un po' di tristezza te la lascia dentro.
A quella breve passeggiata lungo la strada che porta al Lago verde, parlando con il sommo Carlo con tra le braccia il piccolo e splendido Nicolaj di montagne e pazzie.
Di una pausa alla cima di una piccola salita a sgolarci degnarci d'essere anche un po' stonati con classe, godere del paesaggio e prenderci ingiro.
Noi. Coro. Amici. Confidenti. Famiglia.
Uno scorcio. Di ciò che è stato. Di me, Otta, Coco', dei Giini. Delle Montagne.
Poi, mettere a posto la casa pulire le camere prove pulire la cucina asciugare pulire piatti salire scendere scale saluti discorsi seri saluti portare la borsa in macchina saluti foto alle montagne saluti e ancora saluti...e Torino di nuovo pesante sulle spalle con il suo manto notturno.
Quiete e silenzio.
Sono questi i momenti in cui sembra di udire il vuoto dentro, che danza lento come cenere al vento.
Sorriso, sorriso...sorriso.
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Lunedì Piazza Carlo Albero era lucente. Massimo ed io ci incontriamo per un pranzo al Brek a parlare di tutto e di più. Una confidenza dietro l'altra, un silenzio amichevole senza tregue.
Mi dice che non sono fatta per invecchiare sui libri. Io sono nata per sperimentare e partorire idee come le stelle. Per toccare con mano le teorie che penso, e magari devo imparare.
Una passeggiata e poi seduti al parco. Davanti a noi la luce si riflette sul verde brillante di un piccolo prato dove foglie rosse e gialle han cominciato a morire, e ampi e nobili alberi disegnano cadenze di luci e ombre scintillanti e sinuose.
E' bello parlare con questa quiete, la sonnolenza post-pranzo, e quella euforia che ogni tanto ci tocca quando spariamo cavolate pensando a quello o quell'altro, parlando di tutto. Amorevolmente.
La proposta di andare a vedere un concerto..e poi vedremo. Sicuramente però ci inconteremo prima di far passare altri tre mesi.
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Indossare un vestito di velluto nero, un paio di stivali morbidi e passi, la giacca bordeaux, e la borsa rosso scuro rigida di mamma quando aveva si e no la mia età. Mi son sentita molto retrò all'interno dell'atrio del Conservatorio, dove con arianna, Fede, Eli e la somma divina insegnante di canto 'Sandra abbiamo assistito a Orfeo di Monterverdi. Premettendo che l'opera mi è piaciuta molto come pezzi, non posso dire lo stesso degli esecutori. Non sono stati tutti coinvolgenti e particolarmente bravi. Alcuni sicuramente si, tra cui lo stesso Orfeo, che ha donato a tutti noi una sonora lezione sul furòr.
E la serata scorre irrimediabilmente veloce.
King singers propongono la loro versione di Yesterday al lettore cd della Unser Desdemona, e infine casa. Stanca.
Stanchezza fisica, psicologica.
Nuit, Nuit.
Rivedere Intervista col Vampiro fà sempre i suoi effetti. Sopratutto la Morte di Claudia, haimé.
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Scuola, e la partenza per la Biennale di Venezia si avvicina, e con essa la pericolosa Artissima.
Se ne parla in classe, siamo tutti estremamente euforici all'idea.
Mi sono lisciata i capelli a causa di una scommessa con Boncrì fatta quest'oggi. Mi sono venuti estremamente bene, ho il solito fascino della donna in carriera che non sono. Però è bella come apparenza.
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6 - 11 . E lo Scorpione portò vento Mutevole.
Una frase che cogitai ormai tre anni fà, e che continua ad accompagnare i miei passi.
Oggi è. Oggi è stato e sarà.
Spesso mi sento così indegna di poter guardare al mio fianco e scorgerlo. Non so'...sarà a causa dei suoi puri sentimenti verso il mondo, che siano scuri o chiari. Per la genuinità del suo essere che non mi pare di possedere. Non ancora perlomeno.
Mi sono chiesta se quest'oggi, ventidue anni fà non fosse successo. E mi sono risposta, che probabilmente ora non sarei tante cose che sono diventata. Potrei anche non essere più viva se per questo.
E non lo dico con melodramma. Nove mesi fà sembrano così distanti come passato, eppure li sento ancora ogni tanto bruciare sotto quelle ferite che si stanno rimarginando pian piano. Se tu non fossi stato al mio fianco, sarei persa per sempre. E io lo so'. Lo so' così bene che par quasi una certezza alla pari con la Morte.
La mia ostinazione a perseverare su un tasto errato mi avrebbe portato all'autodistruzione di me. Se tu, non fossi stato con me.
Non posso che venerare questo giorno, ringraziare i tuoi genitori per ciò che hanno fatto.
Ringraziate te per essere ciò che sei, per accettarmi per come sono. Per quel numero. Per quell'albero sulla balconata che dà sul lago, per un'estate piena di scazzi, per il mare, per il sorriso e l'abbraccio. Per la mano nella mano.
Per le sgridate, le strigliate, gli schiaffi psicologici, per le carezze, per le dolcezze, per le care parole,
Non possiedo parole per parlare di te, di come ti vedo -anche se a volte me lo chiedi-.
Io lo sai ho un solo modo di parlare con te.
Gli occhi. Corvo.
Il Fiore.
Visioni avute da Aifel
Trascritte alle 23:03
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In: anima dormiente
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